Conquiste, promesse e tradimenti di ottant'anni di storia repubblicana
Nel volume di MicroMega in libreria ripercorriamo questi ottant'anni di storia tra conquiste ottenute e occasioni perse.
La storia della Repubblica è anche la storia di promesse mantenute solo in parte, di riforme incompiute, di occasioni perdute. Attorno a tali aspetti ruota la seconda sezione del volume 3/2026 di MicroMega, dedicata agli ottant’anni che ci separano da quel 2 giugno del 1946 in cui cittadini e cittadine scelsero la Repubblica.
Apre questa sezione Paolo Flores d’Arcais che legge questi ottant’anni come una sequenza di contraddizioni che attraversano il rapporto tra Costituzione formale e realtà materiale, tra ambizioni di trasformazione e limiti della politica. Eppure, come ricorda Guido Crainz, la vicenda repubblicana è stata anche scandita da stagioni di riforma che hanno inciso profondamente sulla società italiana, aprendo spazi di emancipazione e diritti.
Su questo sfondo si inscrive la parabola economica ricostruita da Emanuele Felice, tra il miracolo del dopoguerra e un declino che interroga le basi stesse del modello italiano, mentre Salvatore Romeo mostra come il Mezzogiorno resti il luogo emblematico di un riscatto mancato, dove si condensano le contraddizioni dello sviluppo nazionale.
Ma le promesse incompiute attraversano anche il lavoro, che Manfredi Alberti rilegge a partire dalla tensione tra dettato costituzionale e progressiva erosione di diritti e tutele; la scuola, che Massimo Baldacci restituisce come una delle grandi promesse mancate della Repubblica; e il lungo, incompiuto cammino dell’uguaglianza di genere, che Chiara Saraceno sottrae a ogni retorica di progresso lineare. E infine la laicità che, come ricorda Raffaele Carcano, resta segnata da un’ambivalenza già inscritta nella Costituzione e che ha accompagnato l’intera storia repubblicana.


